Case study: Risìu, sold out per San Valentino

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“Anthony si avvicina San Valentino, non c’è molto tempo lo so ma vorremmo inserire qualche offerta in pizzeria. Un mio amico pasticcere mi sta offrendo dei gustosi dolcetti alla crema a buon prezzo, riusciamo a fare qualcosa di buono?”

Risultato = 1540€ di incasso già dal giorno prima di San Valentino (boom di prenotazioni).

Prima di cominciare lascia che ti spieghi chi sono, dammi solo 4 secondi.Mi chiamo Anthony Bella e mi occupo di food marketing dal 2016, aiuto le pizzerie a promuoversi, aumentare clienti e fatturato.

Dopo il mio Master in comunicazione e marketing, ottenuto a Padova, mi sono specializzato nella mia grande passione: la pizza!

Anche io ho avuto in passato un mio ristorante - pizzeria, mi ha insegnato molto su come funzionano le cose in questo ambito ma sopratutto ho acquisito le tecniche e le competenze per far fare il pienone ai miei clienti proprietari di pizzerie.

Ma passiamo avanti, questo potrebbe interessarti:

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Ok ora possiamo partire con l'articolo 😉

Chi è il cliente di questo caso studio? 

Ormai da più di 6 mesi seguo Risìu, pizzeria siciliana con piccolo angolo gastronomico (si, hai capito bene: Sicilia, arancini, fritti, pizze. Hai già preso 10 Kg a pensarci).

Sergio, mio cliente, proprietario della Pizzeria Risìu di Scicli.
 

Risìu è il diminuitivo in dialetto siciliano di “desideriu”, insomma in italiano sta per “desiderare”.

Un’attività gestita a livello familiare da Sergio e Anastasia che, devo essere sincero, hanno seguito tutti i miei consigli per filo e per segno da quando collaboriamo insieme.

Hanno trasformato la loro pizzeria in un continuo documentario, cosa non da sottovalutare dato che molti prospect con cui ho avuto modo di approcciarmi talvolta non hanno né tempo né denaro da investire.

Viene filmato tutto: dai momenti lavorativi, ai festeggiamenti di traguardi importanti, video foodporn ecc… . (al resto penso io con i vari contenuti).

Difficile avere risultati se manca tempo e denaro!

D’altronde il marketing è psicologia applicata e io non sono mica un mago.

Se sei un imprenditore, soprattutto nel settore food, non puoi pensare di essere coinvolto 24 ore su 24 a fare l’operaio nella tua attività.

Devi essere un po’ manager, un po’ content creator. Devi poter guardare per 1–2 ore al giorno la tua azienda dall’alto (oppure collabori con una persona che lo faccia per te).

Questo prezioso suggerimento, come dicevo, è stato seguito fin da subito dai ragazzi di Risìu e nel lungo periodo ci ha aiutato enormemente.

Ma stop all’introduzione e passiamo al caso studio!

La festa degli innamorati dicevo all’inizio ricordi?

“Ma vaaaa, una pizza per San Valentino ma non ti sembra troppo grezza come ipotesi per un evento del genere?”

Dipende i punti di vista.

Ho vissuto in Sicilia, Veneto, Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige e sono stato spesso all’estero.

Si, forse in alcune città le persone per questa tipologia di eventi è più “chic” affidandosi a ristoranti e al famoso menù dell’occasione, magari con il classico cameriere sommelier che fa un po’ di scena e il tovagliato buono a tavola.

Ma i tempi cambiano e come accennavo prima dipende anche dal luogo.

In Sicilia, per queste occasioni, il mercato della pizzeria ha sempre funzionato.

Certo occorreva inserire qualcosa a tema, anche il modo di presentare l’offerta a mio modo di vedere doveva essere leggermente personalizzato anche in base al mood della Pizzeria Risìu.

Nasce così una proposta per la nostra clientela che va dritto al punto, sfruttando anche un po’ di folckrore tipico siciliano (hey a noi piace scherzare e prendere tutto alla leggera!).

L’offerta

“Li Ziti”.

L’inserzione sui social dopo qualche minuto dal lancio.

Oggi facciamo una lezione di siciliano cosa ne dici?

No dai, scherzi a parte “Li Ziti” sta per “i fidanzati”. Si tratta del nome dell’offerta pensata per i clienti di Risìu, non potevo non contestualizzare questo evento con una chiave molto territoriale.

In sostanza mi piace molto lavorare sul minimo d’ordine o comunque su offerte high ticket.

Come mai?

Semplice è una strategia vincente e profittevole, certo bisogna lavorare molto di branding, d’altronde la promo prevedeva una spesa di 22€.

Un prezzo che, posso assicurare, non è proprio “di mercato” nel sud Italia.

A questa cifra la coppia si portava a casa 2 pizze, 2 bevande (lattina Coca Cola, bottiglietta d’acqua e simili) e 2 dolcetti ripieni di cioccolato al latte.

Manco a dirlo, ho formato i ragazzi dicendo loro che ogni volta che un cliente gli entra dentro in pizzeria è appena entrato nel funnel (percorso di vendita). Attenzione dell’utente = possibilità di guadagno.

Upsell, cross sell, OTO offer si possono fare anche offline. Ti entro per una pizza ed esco anche con un vassoio di arancini, praticamente la quotidianità da Risìu.

Foto provenienti dal profilo Instagram di Risìu.
 

Scherzi a parte la promo è andata da urlo soprattutto perché già dal giorno prima di San Valentino avevamo fatto sold out dei dolcetti! Più di 50 promo sono state prenotate!

Ma come abbiamo veicolato l’offerta? Con quali canali? Ne parlo nel prossimo paragrafo.

La vendita

Vendere può essere la cosa più difficile del mondo o la più facile (in alcuni contesti si intende).

Ma se c’è una cosa che ho imparato, soprattutto nelle attività local, è che spesso non vendi il prodotto in sé ma la storia che hai da vendere, il mood che ispiri e tutta quella serie di cose che ruotano intorno l’attività, le variabili da abbassare che io chiamo frizioni di vendita.

Si perché dovremmo cominciare a porci come obiettivo per vendere non il fatto di aumentare quel famoso fatturato ma bensì di ridurre al minimo i muri, i blocchi d’acquisto.

Come fare?

Anche qua richiamo alla introduzione di questo caso studio, il branding aiuta molto:

  • Raccontare chi sei e cosa fai.
  • Qual è la storia del titolare? Come ha fatto ad arrivare lì?
  • Quali sono i tuoi valori? Cosa ti spinge ad aprire la saracinesca ogni giorno? (non dirmi “fare soldi” alle persone non gliene frega niente delle tue esigenze economiche).
  • Recensioni.
  • Chi parla di te? (eventi, testate giornalistiche, partecipazione a fiere di settore, influencer).
  • Hai un profilo foodpornoso? Se non lo è si sta comunque differenziando dalla concorrenza con un mood, colori e stile comunicativo unico?

Giusto per darti un esempio ti metto qui sotto alcune tipologie di post che ho realizzato per Risìu:

Il richiamo dell’antica Sicilia Araba nella presentazione dell’arancino di Risìu.
 

Momenti lavorativi e pensieri del proprietario. Link al post qui: https://www.instagram.com/p/Ck3ekfOM0JO/

 

Post dove mostriamo fornitori/premi/partnership. Link al post qui: https://www.instagram.com/p/CUaArrKooL9/?img_index=1

 

Post di vendita pizza Carbonara. Link al post: https://www.instagram.com/p/Cm9X6Q2onMt/?img_index=1

 

Partiamo da questi punti, sono la base, le fondamenta prima di arrivare alla vendita.

Tutto comunque si racchiude in una domanda:”perché dovrei venire da te e non andare da qualcun altro?”

Una domanda aperta con cui dovresti sempre poter rispondere con un tema da 3 pagine come a scuola, qui non conta dire:”prezzo basso pizza buona”, si tratta di raccontare una storia ai propri utenti e dopo offrire loro un’offerta, un prodotto che altro non è che la rappresentazione fisica di quanto raccontato.

Bene ti sei letto tutta questa bella parte riguardo al brand.

Complimenti!

Fatto questo siamo sulla buona strada e posso farti vedere i contenuti di vendita.

Purtroppo non qui!

Non è uno scherzo!

Trovi qui in basso un link per accedere alle slide 😉

Giusto per farti un elenco di cose che ho fatto:

  • Inserzioni 9–10 giorni prima dell’evento a budget 8€ al giorno. Spesi circa 80€ (post singolo, carosello).
  • Stories: OCCHIO. Non come fanno certe persone che continuano a postare l’offerta. Facciamo vedere come ci stiamo preparando a San Valentino, facciamo parlare il titolare, prendiamo il dolcetto della promo e apriamolo facendo uscire ciò che c’è dentro (insomma avete presente quei reels che girano su Instagram?). Variamo veramente i contenuti o diventeremo dei venditori della Folletto senza neanche troppo successo.
  • Broadcast message: potete farlo con Manychat, ActiveCampaign, SMS marketing. Quello che volete ma ricordare della promo ai vostri clienti con 2 messaggi sicuramente alzerà il tasso di attenzione verso l’evento! Noi lo abbiamo fatto con delle notifiche push direttamente dall’app di ordinazione di Risìu.

Qui sopra uno screenshot di uno dei messaggi della promo di San Valentino che abbiamo inviato a tutti gli utenti che hanno scaricato l’app di Risìu.

Altre cose utili:

  • Locandine, flyer, inserti dentro i box pizza: chi ha detto che la carta non serve?Se utilizzati con criterio e come addon alla pubblicità digitale il formato cartaceo può ancora essere un posizionamento utile soprattutto se con un QR code che recuperi l’utente in un database o semplicemente per aumentare la copertura di una strategia già in atto.
  • Influencer marketing: non c’è bisogno di Chiara Ferragni.Trova 2–3 persone influenti e con un discreto seguito sui social nel tuo paese (non per stupidaggini, magari sono “famosi” perché viaggiano spesso o comunque hanno una certa notorietà in paese), regala loro una pizza e fatti realizzare 2–3 stories e post taggandoti dicendo della tua promo in arrivo.

Risultati

Ci siamo, finalmente il momento tanto atteso ma anche il più breve.

Praticamente ti ho fatto un corso di marketing, cosa volevi di più?

No dai.

Ti lascio i risultati:

Prezzo promo San Valentino: 22€.

Spesa in advertising: 80€ circa.

Prenotazioni: 70.

Totale incasso: 1540€ (senza contare che comunque la pizzeria — gastronomia ha venduto altre pietanze quel giorno).

Link alle slide con copy, ads e altre risorse: https://drive.google.com/file/d/1TJx8AxeNg6o-j3_Wcr0moqKtNJUK6WR1/view?usp=drive_link

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